Pietra serena

Pietra serena

La Pietra Serena ha una granulometria variabile, che a seconda delle cave passa da medio-fine a grossa. La tessitura della pietra è gradevolmente omogenea, con puntini lucenti dovuti alla presenza di scagliette di mica. Presenta talvolta laminazioni e gradazioni (cioè variazioni della granulometria nello stesso blocco). Talvolta vene di calcite spatica possono dare origini a punti di debolezza. Il carico di rottura perpendicolare non è particolarmente resistente: circa 700 kg/cm2.

Il punto debole della Pietra Serena è la riduzione di resistenza se posta a contatto con gli agenti atmosferici: nei casi peggiori si può rendere necessaria la sostituzione dopo poche decine di anni, ma non mancano le eccezioni (come agli Uffizi). Il degrado si manifesta con formazione e cadute di croste parallele alla superficie a vista (esfoliazione), polverizzazione, stacchi, fessurazioni, ecc.

Talvolta la decomposizione dei cloriti porta la pietra ad assumere una colorazione avana, e a una rapida decomposizione per disfacimento.

Viene lavorata in diversi modi: scalpellato, levigato, fiammato, bocciardato, rigato, sabbiato.

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